Il presente contributo si serve della categoria di «romanzo neomodernista», elaborata da Tiziano Toracca con riferimento agli anni 1954–1979, e la applica a due testi precedenti, Tempo di uccidere di Ennio Flaiano (1947) e Le metamorfosi di Lalla Romano (1951), per suggerire come la forma modernista sia quella privilegiata negli anni dell’immediato dopoguerra per affrontare aree problematiche della memoria, della Storia e della società come l’esperienza coloniale italiana, la violenza della guerra e del lavoro e il pensiero razziale. A una rapida ricognizione dei principali dispositivi modernisti di cui i due testi si servono, segue una riflessione su come questi siano impiegati per rivolgersi alle suddette questioni.