L’articolo propone un’analisi testuale di tre racconti di Piccola borghesia: opera d’esordio di Elio Vittorini pubblicata nel 1931. In particolare, vengono presi in considerazione tre aspetti, ossia il tema della falsa coscienza dei personaggi, lo sperimentalismo narrativo e l’enfasi posta dal testo sul filtro della coscienza attraverso cui i personaggi percepiscono la realtà. Questi tratti fanno parte del codice estetico modernista, che si manifesta all’interno di un’opera spuria. Riconoscere questa dinamica permette, infine, di ripensare l’etichetta di modernismo attraverso l’immagine dei granuli.